serie Horizon | Jean-Baptiste Anotin

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Sono il fondatore e direttore creativo di Waiting For Ideas, uno studio che opera all'incrocio tra arte e design. Attraverso di esso, creo oggetti, mobili, installazioni ed esperienze spaziali che mettono in discussione il nostro rapporto con la forma, il tempo e la materia. Sono particolarmente interessato a come le persone interagiscono fisicamente ed emotivamente con gli oggetti e lo spazio.
Viaggiare crea distanza. E la distanza crea chiarezza. Quando lascio Parigi, vedo la mia cultura in modo diverso. Imparo da altre culture, dalle loro tecniche, dal loro rapporto con il tempo e l'artigianato. Apre la mente e sfida le tue abitudini. Ogni luogo lascia un'impronta sottile, e quando torno a casa, qualcosa dentro di me è cambiato.
La creazione, per me, è un modo per comprendere me stesso e il mondo che mi circonda. Non si tratta solo di produrre oggetti; si tratta di costruire connessioni — tra idee, materiali, culture e persone. Non cerco qualcosa di grandioso o astratto — solo allineamento, chiarezza e una vita che si senta vissuta consapevolmente.
Guardando l'orizzonte, cerco esperienze significative — creare, imparare, viaggiare, connettermi con le persone e, si spera, fare più surf. Sto cercando di diventare più presente e più ottimista. Siamo incredibilmente fortunati a vivere come viviamo, e non voglio darlo per scontato.








Per l'ultimo capitolo della Horizon Series di côte&ciel, rivolgiamo la nostra attenzione al lavoro di Jean‑Baptiste Anotin, fondatore dello studio parigino Waiting For Ideas. La sua pratica si colloca in un territorio simile al linguaggio di design di côte&ciel, occupando lo spazio in cui arte, architettura e prodotto si fondono l'uno nell'altro.

Fondata nel 2021, Waiting For Ideas opera all'intersezione tra arte e design. Piuttosto che confinarsi a una singola disciplina, lo studio parigino si muove fluidamente tra mobili, oggetti, installazioni e ambienti spaziali. Ogni progetto inizia con un semplice presupposto: il design deve suscitare curiosità.
Sotto la direzione di Jean-Baptiste, lo studio ha rapidamente sviluppato una reputazione per la produzione di opere visivamente sorprendenti ma concettualmente solide. Nonostante la diversità dei suoi progetti, la filosofia di fondo rimane costante. Waiting For Ideas affronta ogni oggetto come un'opportunità per mettere in discussione la sua stessa esistenza. Un tavolo non è solo una superficie, uno spazio commerciale non è semplicemente una stanza, e un prodotto non è mai solo un prodotto. Ognuno diventa un dispositivo narrativo.

Al centro di questo approccio c'è la collaborazione. Jean-Baptiste lavora spesso con artisti le cui pratiche introducono nuove prospettive nel processo di design. Le collaborazioni con lo scultore Guillaume Grando, la pittrice Iris Marchand, la fotografa Mathilde Hiley e il scenografo Pierre Vaillant dimostrano la convinzione che gli oggetti più coinvolgenti emergano quando le discipline si sovrappongono. Piuttosto che trattare arte e design come mondi separati, il suo studio collassa deliberatamente questa distinzione. I materiali si comportano come sculture. I mobili diventano installazioni.
È proprio questo pensiero fluido che risuona con l'etica del design di côte&ciel. Proprio come Waiting For Ideas, il marchio considera gli oggetti come forme modellate dal movimento, dall'architettura e dal corpo. Le borse diventano paesaggi di pieghe e volumi, superfici che rispondono alla gravità, al peso e all'equilibrio.

Mentre Jean-Baptiste indaga come gli oggetti occupano lo spazio, côte&ciel esplora come gli oggetti viaggiano attraverso di esso. Entrambi condividono una fascinazione per la forma come struttura vivente piuttosto che come silhouette statica. Le curve emergono dalla funzione, le pieghe creano nuovi volumi e l'oggetto stesso diventa una geometria in evoluzione.
Il lavoro di Jean-Baptiste Anotin riflette spesso questa stessa logica scultorea. Molti pezzi del suo studio appaiono allo stesso tempo precisi e giocosi, bilanciando chiarezza architettonica con un senso istintivo di sperimentazione. Sembrano progettati, ma anche scoperti, come se le loro forme emergessero naturalmente dalle forze che agiscono su di essi.

Questa sensibilità alla struttura rispecchia il processo di côte&ciel. La Horizon Series riflette l'idea che il design non riguarda solo l'estetica, ma come un oggetto si comporta in relazione al suo ambiente e alla persona che lo porta.